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Cronache dall'esilio XXXIII: Amori segreti ai tempi di internet

Gli amori segreti, soprattutto adulterini, hanno sempre creato friccicori in sostituzione di un autentico desiderio dell’altro, in particolare da quando esiste la famiglia monogamica borghese, di cui hanno sempre costituito il complemento tipico insieme alla prostituzione.

Quindi niente di nuovo sotto il sole, ma oggi l’avvento di internet ha portato rilevanti cambiamenti anche in questo campo “delicato”. È di questi giorni la notizia della pubblicazione in chiaro dei dati personali “sensibili”, comprese le preferenze sessuali, di 32 milioni di utenti di uno dei più noti siti di incontri clandestini, il cinerino Ashley Madison. Lo sconvolgimento della privacy, uno dei mostri sacri dell’american way of life, di cui più volte si è detto, ha sconvolto alcune menti, per cui si sono registrati due suicidi a Toronto e uno negli USA. Il deep web, cioè la rete profonda, una sorta di internet parallelo, a cui si può accedere solo grazie ad un particolare e sofisticato software, è diventato improvvisamente superficiale, un po’ come quando i pesci privi d’ossigeno vengono a galla a pancia all’aria e ovviamente puzzano come è successo nella laguna di Orbetello. Sono stati incriminati i soliti hacker, che avrebbero forzato i sistemi di sicurezza informatici del sito, i potenti proprietari hanno messo una taglia di 500 mila dollari per chi li scopre e hanno chiesto aiuto agli hacker “buoni”. Da altre fonti poi è emerso che - come nel caso di wikileaks – gli hacker “cattivi” non c’entravano niente e l’autrice dello sputtanamento di massa è un’ex-dipendente del sito. Ovviamente – come si dice – le indagini sono ancora in corso, anche per stabilire non solo chi è il colpevole, ma anche se c’è una relazione effettiva tra rivelazioni e suicidi. Nel frattempo gli utenti del sito hanno messo in piedi una class action per 578 milioni di dollari, che sarebbe un’azione legale collettiva per ottenere un risarcimento danni, prevista dalla legislazione anglosassone, che sta movendo i primi passi anche da noi. Ad esempio è una celebre class action, che ha portato le grandi corporation del tabacco su banco degli imputati per i danni alla salute dei fumatori attivi e passivi con risarcimenti miliardari e l’obbligo della contro-etichettatura (“il fumo nuoce gravemente alla salute”). Chissà se arriveremo anche alla contro-etichettatura dei siti porno, di quelli di incontri o di tutto internet, tenuto conto che la rete e le macchine elettroniche è dimostrato che producono addiction, cioè comportamenti ossessivamente ripetitivi paragonabili all’uso dell’alcol, delle droghe o al gioco d’azzardo. Un fatto è certo: internet rende tutto più a portata di mano, si può comprare e vendere di tutto, dalle camicie ai bambini, ma tutto il fascino del segreto è andato a farsi benedire con buona pace della sacra privacy.

Mi scuso ancora con i miei dodici pazienti lettori per l’abuso dei termini inglesi, ma il nostro esilio si misura anche da questo, da quanto dobbiamo congedarsi dalla nostra casa linguistica e considerarci ospiti, o meglio migranti, in una casa linguistica straniera.

Ultima modifica ilLunedì, 05 Ottobre 2015 16:13

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