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Il latte d'asina, patrimonio amiatino

Il latte d’asina amiatina è un’eccellenza riscoperta di recente dall’università, àgi conosciuta però da tuttii gli abitanti dell’Amiata. Dopo una serie di studi e ricerche, l'Università di Pisa, infatti, ha specificato le proprietà nutriceutiche dell'alimento prodotto da questo animale tipico della razza toscana.

Gli asini amiatini sono al centro di un progetto finanziato dalla Regione Toscana e condotto dall'ateneo pisano in collaborazione con l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, l'istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana e il Complesso agricolo forestale regionale di Scarlino. Un progetto presentato anche a Expo, alla presenza di molti esperti della Regione e dell’assessore per il Diritto alla salute Stefania Saccardi. Il progetto specifica e dimostra che il latte bovino è spesso utilizzato in sostituzione di quello materno ma una percentuale variabile dal 2 al 7,5 per cento dei neonati ne è allergico. Il latte di asina è invece ben tollerato dai bambini allergici ed ha un contenuto proteico molto simile al latte umano. L’asino crociato amiatino, razza autoctona di somaro del Monte Amiata, è stato salvato dall’estinzione alcuni decenni fa, quando le istituzioni e in particolare il direttore del parco faunistico Niso Cini erano impegnati a realizzare il parco. Si scoprì, allora che il patrimonio genetico di quella razza era ormai rappresentato da una quarantina di soggetti in tutto con sei o sette esemplari sull'Amiata. Fu acquisito immediatamente l'ultimo maschio presente sull'Amiata, e fu organizzata con questo bel soggetto, una stazione di monta gratuita per le femmine appartenenti alla stessa razza. Cominciò da allora, insomma, il salavataggio di un asino che da secoli e secoli era stato per gli amiatini il miglior alleato per il lavoro agricolo: usato nelle vigne, negli olivi, nei castagneti, e poi nel bosco ad alta quota per la raccolta della legna, per l’allestimento delle carbonaie. Si può dire che ogni famiglia ne possedeva uno o più. Poi col boom degli anni ’60 e l’industrializzazione, l’asinello crociato era finito nel dimenticatoio, a rischio di estinzione. Ma fino a quel momento aveva contribuito ad allevare generazioni di neonati, di bambini e di ragazzi. Il latte d’asina. Infatti, era ben noto a tutti per le sue proprietà proteiche e la sua digeribilità, così che veniva usato sia nel passaggio dal latte materno al latte vaccino, sia come alimento per piccoli e grandi.  

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